La Cava di Grumo.

la famiglia Scanagatta

Alcuni componenti della famiglia Scanagatta

La cava entrò in funzione nel 1867, e fin da allora venne definita "Cava del Marmo Nero”.
Il sito era di proprietà della famiglia Scanagatta che vi lavorò fino agli anni ’50.
L’estrazione delle rocce veniva effettuata a mano con martello e scalpello, poichè, data la vicinanza con l’attuale provinciale 72, non si potevano far brillare mine.Le rocce si presentavano a strati, pertanto non era possibile estrarre blocchi di grandi dimensioni; inoltre non tutta la roccia era ugualmente sfruttabile a causa del diverso spessore degli strati, delle variazioni delle proprietà fisiche e per la presenza di discontinuità.Il materiale estratto veniva scelto dai compratori sulla piazza di Lierna, in base alle richieste di mercato; se il pezzo era troppo grande si provvedeva a tagliarlo ulteriormente in cava, altrimenti veniva trasportato via lago a Varenna dove si procedeva alla sua levigazione e trasformazione nella forma voluta.Anche la Fabbrica del Duomo di Milano fu interessata all’acquisto della cava che però la famiglia Scanagatta non volle mai vendere.All’interno degli strati calcarei furono anche recuperati minerali allo stato cristallino e fossili; fu proprio alla cava di Grumo che nel 1933 venne ritrovato il fossile del famoso Lariosauro.

Operai al lavoro nella cava di Lierna

Operai al lavoro nella cava / Foto fornite da Giuseppe Scanagatta.